STRETCHING SI O STRETCHING NO….?

STRETCHING SI O STRETCHING NO….?

Da qualche tempo a questa parte vige la diatriba tra i fautori dello stretching e chi invece lo categoricamente elimina tra le loro metodiche di allenamento perché deleterio per la prestazione muscolare. STRETCHING SI O STRETCHING NOVorrei fare un attimo chiarezza su queste leggende metropolitane in quanto la verità la possiamo trovare nel mezzo. I muscoli sono motori efficaci ed efficienti del movimento e ci avvisano quando qualcosa non funziona come dovrebbe o se siamo di fronte ad un momento rischioso o lesivo. Tutto questo grazie ad alcuni organi deputati al controllo dello stiramento muscolare chiamati Fusi neuromuscolari che ci avvertono, attraverso una contrazione repentina involontaria, se il muscolo non è in grado di rispondere adeguatamente ad un carico. La parte di fisiologia muscolare la tratteremo più avanti così da avere un quadro più preciso della situazione ma da alcune ricerche, aggiungerei numerose, è stato possibile studiare come lo stretching possa risultare deleterio per la performance sportiva se protratto per tempi che vanno dai 90 secondi in su. Questo a causa di una inibizione meccanica in una zona anatomica di contatto tra muscolo e nervo chiamata Giunzione neuromuscolare. Di contro tempi che si aggirano sulla soglia dei 90 secondi possono dare uno stimolo posturale e prevenire dolori ad insorgenza ritardata (DOMS). Tempi di allungamento più brevi (circa 15’’) permettono di prepararci ad una performance ottimale soprattutto se in modalità dinamica in quanto i tempi e la metodologia proposta non risultano in grado di attivare il processo di inibizione sopra esplicati. Quindi possiamo evincere che lo stretching essendo una metodica di allungamento precisa che si avvale di tempi e tecnica dobbiamo poter inserire un lavoro più breve e dinamico all’inizio della nostra seduta e più lungo e statico alla fine.