Sport

Lo Squat

A cura del Dott. Marcello Santagata Le accosciate o comunemente Squat sono esercizi che coinvolgono gli arti inferiori che vengono effettuati eseguendo un piegamento sulle gambe. Gli Squat sono alla base del culturismo e ricoprono un ruolo molto importante anche durante i periodi di potenziamento per i giochi sportivi.Squat - Marcello Santagata L’esecuzione di questo esercizio può sembrare molto semplice ma è possibile catalogarlo tra gli esercizi di muscolazione più complessi e soprattutto ad alta componente tecnica. I muscoli maggiormente coinvolti durante un piegamento sulle gambe sono i seguenti:

  • Muscoli Glutei
  • Muscoli Adduttori
  • Muscolo Quadricipite Femorale
  • Muscolo Bicipite Femorale
  • Muscolo Tricipite Surale

Un’importante componente stabilizzatrice dell’esercizio la troviamo nei muscoli del Core che devono essere elastici e nello stesso tempo forti in quanto sono coinvolti in tette le fasi esecutive. Tecnicamente è necessario posizionare i piedi più larghi rispetto alle spalle ed orientarli a circa 45° in extrarotazione, una volta posizionati l’esecuzione è la seguente:

  1. Bilanciere posizionato alla base del collo all’altezza dei trapezi, impugnare con entrambe le mani l’asta ed arretrare i gomiti
  2. Mantenendo la colonna in posizione verticale, rispettando la curva lombare, effettuare un piegamento inspirando l’aria dal naso
  3. Una volta raggiunto l’angolo da allenare risalire espirando senza estendere completamente le ginocchia

Quando nella fase di piegamento i talloni non riescono a mantenersi aderenti al suolo è necessario interporre tra il calcagno e la superficie d’appoggio in rialzo di pochi centimetri per facilitare il movimento tecnico e sopperire alla scarsa elasticità del tricipite surale. Molto importante nella fase di discesa è mantenere la massima verticalità della tibia, in moda da non porre in over stress i legamenti crociati anteriori (LCA) ed il tendine rotuleo.


 

Core Stability

A cura del Dott. Marcello Santagata Negli ultimi anni si sente parlare molto di Core ovvero del centro del nostro corpo che è formato dall’insieme di numerosi muscoli che agiscono come un corsetto anatomico con lo scopo di stabilizzare la postura. I muscoli coinvolti nel Core sono:

  • Il retto addominale
  • Gli addominali obliqui
  • I muscoli trasversi dell’addome
  • Muscolo multifido
  • Muscolo quadrato dei lombi
  • Erettori spinali

In ambito sportivo il rinforzo di questa zona è prassi fondamentale se si vuol mantenere un corpo sano e funzionale, infatti l’allenamento mira al Core Stability Marcello Santagatarinforzo ed all’elasticizzazione dei muscoli sopra citati. Il connubio tra forza ed elasticità permette di preparare il nostro corpo ad allenamenti funzionali di diversa intensità e difficoltà. Ecco che entra in gioco il Core Stability ovvero un programma di allenamento ben strutturato dove poniamo l’accento al miglioramento della stabilità del nostro centro. Un Core stabile possiamo considerarlo di fondamentale importanza per ridurre i traumi della colonna ed essere sempre pronti per eseguire tutti i gesti quotidiani che mettono maggiormente a rischio la salute delle nostre vertebre. Vengono proposte diverse discipline per il core stability e possono essere usati numerosi attrezzi, infatti possiamo creare esercizi che vanno dal corpo libero all’utilizzo di piccoli attrezzi fino alle resistenze elastiche. Non è importante il tipo di esercizio ma la sua esecuzione tecnica, che deve essere impeccabile al fine di ottimizzare il rendimento ed ottenere sempre il massimo dopo una sessione di allenamento. Diversi autori ritengono che al core stability non viene data la giusta importanza, quasi viene sottovalutata e per questo ignorata, infatti in molte discipline come il podismo, avere un core forte permetterebbe di sopportare meglio l’impatto con il terreno  preservando cosi l’insorgenza di patologie da sovraccarico come protusioni ed ernie discali.


Allenamento funzionale A cura del Dott. Marcello Santagata Quando parliamo di allenamento funzionale facciamo riferimento ad un insieme di movimenti multiplanari che si integrano insieme, dove l’accelerazione, la decelerazione e la stabilità sono alla base dell’esecuzione. L’obbiettivo di questo allenamento è quello di migliorare un determinato movimento o gesto tecnico senza porre l’accento verso il potenziamento del singolo muscolo. Più semplicemente il functional training permette di allenare i gesti quotidiani in modo alternativo creando una vera e propria sessione di allenamento che mira alla tonificazione ad allo sviluppo della muscolatura profonda posturale. La componente forza è molto importate al fine di prevenire traumi ma è necessario allenare ed educare il sistema nervoso in quanto esso riconosce il Allenamento funzionale  Marcello Santagatamovimento e non i muscoli. “Il fatto che un muscolo in una determinata situazione riesca ad esercitare una certa forza non è garanzia che il corpo sia in grado di usare quella forza in tutte le situazioni” (C. Perfetti, 1988). Quindi possiamo definire funzionali tutti quegli esercizi che rispondono alle seguenti caratteristiche:

  • Poliarticolari
  • Multiplanari
  • Utilizzano diverse velocità di esecuzione
  • Utilizzano diversi tipi di contrazione
  • Risultano funzionali per la prestazione e quindi un più vicino indice di correlazione con il gesto tecnico interessato

I mezzi utilizzati sono molti e vanno dal corpo libero all’utilizzo di piccoli sovraccarichi fino ad arrivare alle resistenze elastiche. La stabilizzazione del core è necessaria e soprattutto fondamentale per garantire stabilità ad un sistema che deve far fronte a numerosi cambiamenti di intensità. Adottare metodiche functional permette di ottenere numerosi benefici sia da un punto di vista fisico che mentale inoltre è possibile sviluppare un ottima capacità coordinativa e stimolare gli organi propriocettivi che altrimenti resterebbero assopiti.